Sanità e case di riposo: ovvero l'assessore Zeni e l'«annuncite»

«Sul taglio dei costi accenna a retribuzioni e mobilità proprio mentre è in corso la vertenza sul rinnovo dei contratti»

 «Speriamo davvero che l'assessore Zeni non acquisisca, o almeno non così in fretta, i difetti di chi pratica l'annuncio "per vedere l'effetto che fa"». Queste le parole di Giampaolo Mastrogiuseppe, segretario della Funzione pubblica Cgil, all'indomani delle dichiarazioni dell'assessore provinciale alla sanità in merito a ospedali e case di riposo.
«Non possono che destare preoccupazione - spiega Mastrogiuseppe - le parole di Zeni quando afferma che la razionalizzazione del sistema sanitario trentino deve passare anche attraverso una riduzione delle retribuzioni del personale, compreso quello del comparto non medico. Forse non lo ha detto così esplicitamente, ma il senso del suo discorso è purtroppo molto chiaro. Risulta del resto difficile considerare come pura casualità il fatto che queste affermazioni emergano in piena vertenza per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici».
Passando a un altro dei temi sollevati da Zeni: «Ancor più criticabile, con l'eccezione del riferimento al rischio di corporativismi, è la critica all'eccessiva sindacalizzazione dei medici di famiglia: tale posizione potrebbe infatti segnare l'inizio della messa in discussione del rapporto con le organizzazioni sindacali in generale. Contestualmente si potrebbe ringraziare l'assessore perché darà modo al personale dell'azienda sanitaria (e non solo) di riflettere bene, invece, su quanto sia importante un'alta sindacalizzazione e su quanto questa porti maggiori risultati in termini di diritti dei lavoratori».
Ulteriore riflessione merita il capitolo delle case di riposo pubbliche (Apsp) e, anche in questo caso, vanno fatti dei distinguo. L'assessore afferma la necessità di rivedere le modalità di gestione delle Apsp realizzando una sola grande azienda provinciale. «Su questo tema possiamo confrontarci: la Fp Cgil, in passato, ha già espresso all'ex assessora Borgonovo Re la necessità di rivedere il sistema di governance perché traspare quotidianamente, a chi se ne occupa sindacalmente, l'assurdità di 41 consigli d'amministrazione e 41 direttori, suddivisi tra capaci e meno capaci, che si comportano in maniera del tutto disomogenea. Abbiamo più volte affermato la necessità di razionalizzazione del sistema, ma questo non vuol dire che siamo disposti a stare alla finestra aspettando le decisioni imposte della politica. Decisioni che, a quanto pare, già sconfinano nella solita direzione, quella inaccettabile di realizzare economie di gestione attraverso la riduzione del personale o la sua messa in mobilità coatta».
Per tutti questi motivi, chiederemo immediatamente all'assessore Zeni un confronto affinché si possa capire con precisione il senso delle sue affermazioni, sia sul versante sanità sia sul versante case di riposo, e confidiamo in un incontro già la prossima settimana. Siamo impegnati in una vertenza per il rinnovo contrattuale e gli equilibri sono delicati, ma siamo decisamente pronti ad affrontare le problematiche emerse dalle dichiarazioni dell'assessore anche attraverso le forme di dissenso tipiche del movimento sindacale».

Scritto il 26-10-2015

Notizie da Sanità pubblica