Regione e Giustizia: nuovo blocco Diaspro: «Chiara ostilità alla Fp Cgil»


 Ennesimo incontro, con ennesimo nulla di fatto, per il rinnovo del contratto regionale e delle disposizioni per il personale giudiziario. Critico il segretario generale della Fp Cgil Luigi Diaspro: «Prendiamo atto che non c'è volontà di rispettare gli impegni dell'accordo di giugno 2017: la controparte continua a pretendere di inserire modalità di progressioni economiche diverse da quelle nazionali a cui, espressamente, l'accordo rimandava».
La questione è più ampia, infatti: «Non vengono affrontate le questioni relative alla valutazione del personale, all'ordinamento e all'armonizzazione professionale, alle risorse necessarie per la gestione economica del passaggio. Si registra addirittura un arretramento, in termini di tutele e retribuzione, su alcuni istituti dell’attuale contratto regionale».
Per la Fp Cgil è inaccettabile la chiusura alle proprie richieste, bollate dalla controparte come «posizioni di bandiera». Una definizione che, per Diaspro: «Rivela atteggiamenti non imparziali nella trattativa. È molto grave lo stallo prodotto dalla contrapposizione, a questo punto pregiudiziale, della controparte che, a oltre 10 mesi dal trasferimento del personale giudiziario, continua a non dare seguito agli impegni sulla progressione economica e sulle altre questioni successive all'inquadramento del personale: ad esempio quella che riguarda cancellieri e ufficiali giudiziari idonei al concorso nazionale».
Fp Cgil chiarisce anche: «Non risponde alle istanze dei lavoratori la ventilata ipotesi di uno scambio tra la prova selettiva scritta e il riconoscimento del solo 25% dell'anzianità pregressa presso l'amministrazione statale: tale procedimento non realizza un riconoscimento coerente con le anzianità del personale interessato e richiede risorse che andrebbero sottratte da fondi di tutto il personale regionale e camerale, generando iniquità. Infine, la mediazione da noi proposta, con la ponderazione della prova selettiva assieme ad altri elementi quali anzianità di servizio e titolo di studio, non è stata considerata».
Spiega ancora Diaspro: «Confidiamo che non nasca tra i lavoratori la convinzione che questo esito sia dovuto a una contrapposizione tra vecchi e nuovi dipendenti del comparto. “Illudere la gente che si possa avere tutto e subito”: di questo siamo stati tacciati quando abbiamo promosso un presidio per contestare il disimpegno dei presidenti Kompatscher e Rossi. Riteniamo di non essere noi, quelli. Continueremo la nostra azione sindacale avendo ben presente gli interessi generali, distinguendo nella complessità del settore. Ma tutto questo sarà materia della nuova giunta».

Scritto il 18-10-2018

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