Lunedì assemblea col personale dei musei

Galvagni e Diaspro danno appuntamento in sala Gabardi alle 11


Serve chiarezza sul passaggio alla Provincia del personale dei musei. Per questo la Fp Cgil (primo sindacato del settore), col segretario generale Luigi Diaspro e il funzionario Stefano Galvagni, danno appuntamento a lunedì alle 11 (alla Cgil in via dei Muredei). «L’incontro – spiega Galvagni – è rivolto al personale, di ruolo e precario, in procinto di passare alla Provincia. Per chi è impiegato nelle cooperative che hanno assunto una parte dei servizi, ci sarà un ulteriore incontro, dedicato e specifico».
Da qualche giorno si parla del passaggio, da gennaio, per effetto della legge voluta dall’allora assessore Mellarini. Galvagni entra nei dettagli: «Negli ultimi due anni, Cgil ha incontrato i lavoratori di tutti i musei e della soprintendenza, raccogliendo osservazioni e suggerimenti che sono state riportate in un documento presentato all'ex assessore, ai dirigenti e alla competente commissione consiliare. Molti parlavano di "riforma burocratica", dunque in commissione avevamo chiesto una sospensione per i musei, ma non per le preoccupazioni legate al passaggio dei dipendenti. Per loro nulla cambia e anzi, per certi aspetti, le cose possono migliorare: maggiori garanzie di applicazione del contratto, meno potere discrezionale degli enti e maggiore esigibilità di alcuni istituti. Certo restano anche alcuni punti da chiarire, come la “banca ore” presente nei musei ma non in Provincia, e alcune forme diverse di orario, specie nei part time».
Serve chiarezza anche perché: «C’è chi dice che i lavoratori perderanno le ferie residue e le ore accantonate: sono falsità, già smentite ai tavoli di confronto da me e davanti agli stessi direttori dei musei, anche sulla base di svariate comunicazioni intercorse col dipartimento per il personale». All’assemblea sono invitati anche i giornali. Si resta in ogni caso in attesa dell’incontro promesso dal nuovo assessore alla cultura Mirko Bisesti.
Sulla riforma nel suo complesso, è ancora Galvagni a spiegare: «L’obiettivo dell’ente pubblico era avere una gestione omogenea del personale e di tutti gli aspetti a esso collegati. Alcuni punti andranno ragionati, ma sul rischio di togliere flessibilità gestionale, questo dipende da come si costruiscono le cose. Passaggi analoghi, in passato, hanno riguardato le Apt, Itea, Trentino Riscossioni e Castello del Buonconsiglio».
Tra i temi caldi ci sono il precariato e le esternalizzazioni: «Chi oggi dice che va fermato tutto, sembra si sia svegliato da un sonno profondo e parla a nome di tutti i lavoratori, senza averne titolo. Chi oggi paventa disastri, lo scorso anno replicò alle nostre critiche sulle esternalizzazioni, con concreti rischi di dumping contrattuale, dichiarando che si trattava di un sistema innovativo. I nostri timori erano fondati: il passaggio alle cooperative ha portato peggiori condizioni di lavoro».

Scritto il 20-11-2018

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