«Istituiamo un tavolo per gestire il passaggio del personale del punto nascite di Tione»

Gianna Colle chiede di tutelare la salute pubblica ma anche i lavoratori

 Il Protocollo Giudicarie, che sancisce la chiusura del punto nascite di Tione, prevede anche il potenziamento di altre funzioni. Si apre dunque una fase di importanti cambiamenti per i lavoratori coinvolti e Gianna Colle, responsabile della sanità di Fp Cgil, chiede il rispetto del contratto vigente e successivamente l'istituzione di un tavolo tecnico che affronti alcuni punti salienti. È fondamentale mantenere servizi perlomeno equivalenti nelle valli, senza perdita di posti di lavoro e con una discussione da aprire con i sindacati.
Il Protocollo prevede la riqualificazione e il potenziamento dell'attività ostetrico-ginecologica, in particolare il servizio di consultorio: a supporto sia del percorso nascita sia di altre progettualità. Prevede poi l'attivazione della pronta disponibilità ostetrica, il mantenimento di un'attività ginecologica di primo livello, della specialistica ambulatoriale ostetrico-ginecologica e della diagnosi prenatale.
Tutto il personale in servizio a tempo indeterminato al punto nascita viene mantenuto nella stessa sede, ma transita funzionalmente e organizzativamente al Distretto centro sud, Unità di cure primarie, ambito territoriale Giudicarie e Rendena e, spiega Gianna Colle: «Si devono garantire sia il diritto alla salute, sia la tutela dei professionisti coinvolti. Per questo chiediamo di istituire immediatamente un tavolo tecnico permanente, con la presenza dei sindacati».
È prioritario conoscere l'allocazione e le attività delle coordinatrici, avere equità nel mantenimento dei contratti, sapere dove verranno collocate le due ostetriche a tempo determinato. Si chiede inoltre la corresponsione dell'indennità per l'assistenza domiciliare, per le attività di pianificazione che ogni ostetrica sarà tenuta a programmare per soddisfare il criterio di continuità assistenziale, anche nel dopo parto, previsto dal percorso nascita.
Il tavolo tecnico dovrà occuparsi della programmazione di un nuovo modello assistenziale che si dovrà inserire nel resto della attività consultoriali, della definizione dei prospetti che garantiscano la continuità delle attività one to one (utente/ostetrica), della definizione delle attività che rimarranno in ospedale, del piano e delle eventuali tappe di inserimento di inclusione delle ostetriche e delle puericultrici, del coordinamento tra le attività territoriali e ospedaliere, della valutazione logistica degli ambienti.
Con urgenza, lo stesso tavolo deve definire l'integrazione delle professioniste ospedaliere nelle attività già in essere nel percorso nascita e del consultorio, la pronta disponibilità, il collegamento e quindi le procedure da attivare in caso di bisogno di allerta del 118, l'utilizzo dell'automezzo aziendale, le modalità operative nello svolgimento dell'attività programmabile e non programmabile anche fuori sede (comunicazione di inizio turno, utilizzo di smart phone/tablet collegati alle banche dati aziendali), inerente anche alla possibile necessità di rivedere l'articolazione dell'orario di servizio attualmente proposto. Va infine programmata la necessaria attività di formazione.
«Tutte queste richieste sono state illustrate nell'incontro avuto venerdì in Apss con l'obiettivo di contribuire a costruire un percorso condiviso, che garantisca l'universalità del diritto alla salute, l'equità e l'appropriatezza nella distribuzione delle risorse a favore di tutta la popolazione del Trentino, compresa quindi quella che vive nelle valli, ma non dimenticandosi della tutela dei professionisti nello svolgimento del proprio lavoro. I vertici dell'azienda, non escludendo l'attuazione congiunta di queste proposte, hanno riferito che ci risponderanno compiutamente lunedì. Attendiamo le risposte» conclude Colle.

Scritto il 07-05-2016

Notizie da Sanità pubblica